Nuove idee: 3 cose a cui pensare prima del Business plan

Mi è capitato relativamente spesso di ricevere aspiranti imprenditori per una consulenza sulla loro Startup che si sono presentati da me con in mano giusto il cappello e la loro idea, nulla di più e nulla di meno.

Pochi si sono trasformati in clienti, però la consulenza che ho fornito è servita a trasmettere consapevolezza imprenditoriale e, in un caso, ci ho guadagnato anche una bella amicizia.

In questo post voglio quindi riassumere i 3 step che la persona con un’idea imprenditoriale in testa deve assolutamente considerare prima di buttarsi a capofitto nel business plan, pena perdere tempo e denaro perché in sincerità, mica tutti i consulenti o manager danno una prima consulenza gratuita e mica a tutti interessa granché la fattibilità della vostra idea per dirvi “ok, accetto l’incarico”.

VALUTARE CON SERENITÀ IL FABBISOGNO FINANZIARIO

Facile a dirsi, più complicato a farsi, perché quando pensiamo al NOSTRO progetto tutti noi tendiamo a minimizzarne rischi e costi, sopravvalutando proporzionalmente le opportunità. A ciò non è immune l’aspirante startupper come il navigato manager o l’imprenditore che ha già sviluppato un business di successo ed il risultato è identico per tutti: portare avanti un esercizio tanto facile quanto pericoloso e potenzialmente dispendioso.

Per evitare problemi e delusioni occorre liberare la mente dall’entusiasmo che l’idea vi ha trasmesso e con l’animo di un freddo contabile:

    • Aprire un foglio excel o prendere un foglio bianco e dividerlo in due
    • Inserire nella prima colonna a sinistra tutti i costi di investimento.
    • Poi uno spazio bianco e tutti (ma proprio tutti) i costi di gestione mensili: affitto, utenze, consumabili, collaborazioni, consulenze, approvvigionamenti, spese marketing, ecc… Se devono essere stimati meglio farlo per eccesso, senza esagerare.
    • Sommare gli investimenti di avvio e poi i costi di gestione mensili, moltiplicando questi ultimi per 12.
    • Visti i concorrenti ed il mercato fissate un prezzo medio per i vostri prodotti/servizi
    • Dividete i costi di gestione annuale per il prezzo medio dei vostri prodotti/servizi e moltiplicare il risultato per 10 o 11 (qualunque mercato ha una stagionalità e subisce i periodi di ferie estive e natalizie)

In maniera molto grezza avrete così un’idea di massima di quello che potrebbe essere il vostro piano di fattibilità commerciale e potrete concentrarvi sulle migliori azioni utili a raggiungere l’obiettivo.

 

FINANZIATORI PRIVATI E CROWFUNDING?

Si lo so, ad un conoscente di un vostro amico hanno finanziato l’idea e ora fa soldi a palate. Ci credo che l’abbiate sentito, ma so anche che ciò che valuta primariamente un investitore serio sia la bontà dell’idea e la/le persona/e che la stanno portando avanti. Valuta il lavoro ed i fondi che l’imprenditore ha impegnato e se qualche investitore istituzionale l’ha già presa in considerazione. Infine legge il business plan per soppesarne la coerenza tra prodotto, mercato, clienti, marketing e strategie commerciali e finanziarie mese nero su bianco.

C’è poi anche la possibilità che questo conoscente del vostro amico sia solo un grande oratore e che al 99% i soldi a palate li stia facendo sulla pelle degli investitori, bruciando cassa a più non posso in stipendi, viaggi ed azioni inutili o addirittura dannose. Di questi cialtroni ne tratterò in un altro articolo che non voglio dilungarmi troppo.

Tornano a noi, ultimo ma non meno importate: moltissimi investitori, in un mercato congestionato da idee rivoluzionarie che promettono milioni di euro di guadagno in tempi strettissimi ricercano maggiormente aziende già attive o da rilanciare, non idee.

Ogni giorno vengono scritti migliaia di business plan e le opportunità a prima vista sono tutte meravigliose (nessun piano o pitch si conclude con “il progetto risulta quindi irrealizzabile e puntiamo a chiudere costantemente in perdita per 5 anni ”). Un investitore quindi predilige in primis i progetti già avviati in forma societaria  ed in cui l’imprenditore ci ha messo molto del suo.

 

SENTITE UN COMMERCIALISTA

Chi va da un consulente prima di avere incontrato un commercialista a me una gran bella impressione non fa. Di norma sa solo che le Srl costano troppo, senza però conoscerne i motivi. Pur essendo importante, avere solo un’idea a spanne del costo della Srl non è sufficiente per valutare coerentemente la forma societaria ideale per ciò che si intende fare. Possono sussistere problemi di gestione amministrativa o di diritti sui brevetti o ancora di pagamento delle collaborazioni a premiare una soluzione rispetto ad un’altra.

Avere un’idea precisa su costi, vantaggi e svantaggi nell’aprire un’azienda individuale, una società di capitale, una cooperativa, un’associazione o una società di persone è quindi essenziale prima di mettersi in moto a ricercare fondi.

Spero che questo articolo sia stato utile e se desideri avere qualche delucidazione in più contattami, una chiacchierata con me non costa nulla!

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