Business Sostenibili: Bamboo Gigante e Canapa

Fare business e creare nuova ricchezza partecipando attivamente ad aiutare il Pianeta a sostenere l’impatto antropico, il nostro impatto. È questa la vera sfida del XXI secolo. La metà dell’800 segna l’inizio dell’era del carbone prima, di petrolio e gas poi. Ancora più recente il passaggio dalle fibre naturali a quelle sintetiche nella produzione di abiti, piatti, bicchieri, bottiglie, materiali tecnici, cosmetici. Parliamo del secondo dopoguerra, circa 70 anni fa.

Se sui combustibili fossili, senza una politica globale che vada nella stessa direzione, obbiettivamente trovo difficile un cambiamento epocale, diverso il discorso sulla plastica, il cui abuso è sotto gli occhi di tutti e che oramai ha completato il suo circolo presentandosi nel cibo che mangiamo, dopo aver avvelenato terreni e mari. La politica anche qui potrebbe essere determinante di certo, ma il mercato può dire meglio la sua perché le imprese sanno come crearne di nuovi ed i consumatori sono sempre inclini ad approfittarne, annichilendo la politica sul consenso, quindi su di noi.

In questo articolo parlerò di due business agricoli, industriali e commerciali fondamentali se si vogliono perseguire nuovi modelli di business: il Bamboo Gigante e la Canapa. Il primo, anche se di dimensioni colossali, è invero un’erba alla base dell’economia asiatica da secoli. La seconda, anche se i giovani la chiamano gergalmente “erba”, è invece una pianta vera e propria di cui fino agli anni ’40 del ‘900 ne eravamo i primi produttori mondiali ed i suoi filati pregiati erano un nostro fiore all’occhiello. Entrambe, per motivi diversi sono oggi all’angolo nella produzione industriale, anche se sempre di più ne sentiamo parlare. Per fortuna, aggiungerei.

IL BAMBOO GIGANTE

«La pianta di bambù è l’oro verde dell’uomo povero: una persona può sedersi in una casa di bambù sotto un tetto di bambù, su una sedia ad un tavolo fatti dello stesso bambù, con un capello di bambù sulla sua testa e sandali di bambù ai piedi. Allo stesso tempo può tenere in mano una ciotola di bambù, nell’altra bacchette di bambù che gli servono per mangiare germogli di bambù. Dopo aver consumato il suo pranzo, cucinato in un fuoco alimentato dalla combustione del bambù, il tavolo potrebbe essere pulito con un panno di fibre di bambù, può rinfrescarsi con un ventaglio in bambù, fare la siesta in un letto su di un materasso ed un cuscino fatti tutti di bambù. Al risveglio potrebbe fumare in una pipa di bambù e scrivere con una penna di bambù su carta da bambù, e poi portare al giornale i suoi articoli in cesti di bambù sospesi su di un’asta di bambù, con un ombrello di bambù sulla sua testa. Potrebbe attraversare un ponte sospeso costruito esclusivamente col bambù, bere acqua da una tubatura in bambù, ed asciugarsi il viso con un fazzoletto, ottenuto con le fibre di bambù»

Atal Bihari Vajpayee, ex primo-ministro dell’India

Conosciuto anche come “acciaio vegetale”, il bamboo è una risorsa ecosostenibile, rinnovabile e che nei mercati asiatici ha creato un riconosciuto “Mercato del bamboo”. Il prodotto ha incredibili vantaggi sia ambientali (ad esempio, assorbimento di CO2 e bonifica di terreni inquinati) che commerciali (produzione di legno pregiato con una grandissima versatilità ed applicazioni nel settore alimentare, in quello dell’edilizia, della moda e delle energie rinnovabili).

Il mercato viene stimato a livello mondiale in €7mld di USD/anno. Il settore economico basato sulla coltivazione di bamboo e sulla sua trasformazione industriale ed artigianale rappresenta uno dei due pilastri dell’economia forestale assieme all’economia a legna, di cui il bamboo rappresenta un’alternativa di pari e superiore livello, maggiormente ecosostenibile e con notevoli margini di crescita.

CANAPA SATIVA

Tra le fibre morbide la Canapa è per distacco la più resistente. Basta pensare che il 90% di tutte le vele navali, dai Fenici al secolo scorso, erano fatte di canapa e di fibre di canapa erano fatte le carte nautiche, i diari, il cordame. Utilizzata per tessuti, stoffe, carta pregiata, tele, medicinali e nella produzione di olio da illuminazione, venne soppiantata dal modello industriale, maggiormente interessata a sfruttare altri tipi di risorse: i Rockefeller e la loro Standard Oil il petrolio, l’editore Hearst il legno, i Dupont (inventori del nylon nel 1940) le fibre sintetiche nell’abbigliamento. Da allora la canapa venne demonizzata e scomparve dalle nostre vite.

I problemi di simili scelte sono oggi talmente evidenti che oggi  investire in Canapa da coltivatori, trasformatori o commercianti, significa entrare in un mercato etico e profittevole, in forte espansione perché capace di soddisfare l’economia come gli interessi di tutti noi. La canapa al pari del bamboo bonifica i terreni da metalli pesanti e sostanze inquinanti ed è la materia prima per un’infinità di usi ed articoli:

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