Business Ethics

Inizio questa breve introduzione alla Business Ethics riportando quanto la Treccani scrive sulla parola etica:

ogni dottrina […] intorno al comportamento pratico dell’uomo, soprattutto in quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso sé stessi e verso gli altri, e quali i criterî per giudicare sulla moralità delle azioni umane

Negli affari, l’etica si declina verso una remunerazione del capitale investito attraverso il perseguimento di una serie di interessi comuni con un unico minimo denominatore: le persone (clienti, dipendenti, collaboratori, fornitori ed abitanti del territorio) e contro l’imperante obiettivo della massimazione del profitto senza guardare in faccia a niente e nessuno.

Tradurre tutto questo con “+ spese e – guadagni” è un punto di vista che, con tutto il cuore, non posso che definire quantomeno ottuso, e considero di rimando ottusi gli imprenditori che non riescono, manco lontanamente, a maturare una visione che abbracci interessi personali e comuni o che, addirittura, limiti i primi a vantaggio dei secondi.

La consapevolezza che investire diversamente, farlo sulle persone o distribuire in maniera diversa i guadagni non significa avere meno utili sono alla base della business ethics, al pari di:

  • attenzione per l’ambiente
  • cooperazione tra tutte le fasi produttive e distributive
  • attenzione verso qualsiasi esigenza del cliente

L’Etica del business si traduce quindi in ETICA DELL’ECCELLENZA, in cui le qualità con cui vengono create le materie prime, quella con il quale vengono lavorate, l’eco-sostenibilità, le qualità delle persone, la qualità nella distribuzione, l’attenzione per l’ambiente, la costruzione di rapporti di fiducia tra produzione e distribuzione e tra distribuzione e cliente sono i fondamenti non di un nuovo ma di un diverso modo di fare business.

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